Come vincere la paura di lanciarsi col paracadute

Come vincere la paura di lanciarsi col paracadute

Paola Ronchi No Comments

Anche i più coraggiosi ed i più temerari, dinnanzi al primo lancio con il paracadute, possono lasciarsi prendere dal panico, ecco quindi che andremo a spiegare come vincere la paura di lanciarsi col paracadute, in maniera semplice e sicuramente d’aiuto a molti.

Sfidare la paura apre sicuramente nuovi orizzonti, se rinunciamo per via della paura, nella vita, come nel paracadutismo, sicuramente, perdiamo molto, anzi moltissimo, allora dobbiamo volere e desiderare ad ogni costo, mettere alla prova noi stessi, solo in questo modo si può vincere la paura di lanciarsi col paracadute.

Il primo consiglio, prima di decidere di iscriversi ad un corso di paracadutismo, è quello di provare il lancio in tandem. Si tratta di un modo divertente di lanciarsi con il paracadute, senza pensieri, concentrandosi solo sul proprio divertimento e sulle proprie emozioni, perchè si è totalmente imbragati ad un istruttore che penserà a tutto, questo è di certo il modo più consigliato per vincere la paura.  Quindi le persone che non hanno la minima esperienza di lanci, possono sperimentare la loro affinità con il paracadutismo in questo modo,legati saldamente al proprio istruttore, da quando si sale in aereo fino a quando si atterra.

Lanciarsi con il paracadute è certamente più sicuro di un giro in moto, eppure le strade sono piene di motociclisti, no? Molte persone non temono il lancio con il paracadute ma sono terrorizzate dall’idea che questo non possa aprirsi! Ma non c’è nulla di più inesatto perchè il paracadute si apre sempre, e nel caso del lancio in tandem, si è ancora più sicuri grazie alla presenza di due vele, quella principale e quella di riserva.

Altra paura può essere quella relativa all’atterraggio, ma anche in questo caso, non esiste proprio nulla di pericoloso, perchè proprio grazie ai paracadute moderni di ultima generazione, si ottengono atterraggi morbidi. Solo due passi e si è fermi e saldi al suolo.  Sfatiamo anche la leggenda metropolitana delle vertigini, perchè in volo è impossibile soffrire di vertigini.

Per vincere la paura di lanciarsi con il paracadute è anche possibile circondarsi di amici, e scegliere l’amico del cuore per fare la salita in aereo, per avere un incoraggiamento in più. Ovviamente però il lancio non può essere fatto con l’amico ma con l’istruttore, altrimenti potrebbe ritornare la paura di due inesperti, no? Lanciarsi nel vuoto da 4.000 metri di altezza, raggiungendo in caduta libera una velocità di circa 200 Km all’ora, è un’esperienza emozionante, unica e indimenticabile e di certo non lascia spazio alla paura. Anche se la paura del vuoto,per gli umani è sana e normale, lanciarsi con il paracadute, affidandosi a persone qualificate ed esperte,permettere di affrontare e vincere la paura più grande, quella di morire. Basta ascoltare le direttive ed i consigli del proprio istruttore per vivere una sensazione davvero indescrivibile. Con un lancio dal paracadute la vita cambia aspetto, da lassù anche le idee prendono aria, tutto diventa più chiaro, eh già, da lassù, oltre al cielo blu, la prospettiva è davvero fonte di ispirazione! Come può esserci spazio  per la paura in tutto questo? E come dice Will Smith “Dio ha predisposto le cose nella vita in modo che fossero al lato opposto della paura. Ed è proprio al lato opposto della vostra massima paura che trovate tutte le cose più belle della vita.”

Come scrivere un libro per bambini e ragazzi

Paola Ronchi No Comments

Scrivere un libro per bambini e ragazzi è sicuramente l’ambizione di molti scrittori. Oltre alla passione dello scrittore, è anche bene fare i conti con il mercato, questo significa che i bambini, specialmente, ancora leggono e se un libro è bello, accattivante, sa aprire le porte alla loro fantasia, allora avrà sicuramente successo.

 

Se da un lato, il mercato è sicuramente competitivo, dall’altra però esiste ancora molta richiesta. Però, scrivere un libro per bambini e ragazzi non è affatto semplice! Ricordiamo che abbiamo a che fare con un pubblico molto esigente che spesso non ha la pazienza di andare oltre le prime due pagine se già all’inizio qualcosa non piace o non convince. Un altro motivo per cui non è affatto facile scrivere un libro per bambini e ragazzi è che la loro fantasia e le loro aspettative sono molto piu ricche ed attive della nostre. Quindi senza demoralizzarsi, è bene chiedersi se si è davvero all’altezza di questo compito.

 

I bambini, soprattutto, sono quelli che chiedono sempre, sono curiosi, sono coloro che non smetterebbero mai di fare domande… E non si accontentano di semplici risposte! Vogliono sincerità, completezza, spontaneità, vogliono delle risposte non solo in grado di accontentarli, ma anche in grado di offrire loro nuovi spunti. Bisognerebbe poter entrare nella testa di un bambino o di un ragazzo per capire cosa si aspetta… Devi poi ricordare che i bambini non sono tutti uguali, ci sono le bambine romantiche che aspettano sempre di leggere la fiaba per eccellenza, del principe e della principessa che alla fine si sposano “ e vissero tutti felici e contenti”, ma ci sono anche i bambini amanti delle avventure più sagaci e c’è poi il confronto con gli autori più eccellenti che hanno creato dei veri e propri capolavori, si pensi infatti ad Harry Potter. Ovviamente questo non deve essere un deterrente per rinunciare, anzi, deve essere d’aiuto per riflettere sul fatto che probabilmente nemmeno l’autrice di Harry Potter, J.K. Rowling, si aspettava questo successo mondiale, o si?

 

Altro aspetto di cui devi tenere conto è senza dubbio della fascia d’età a cui ti rivolgi o per cui vuoi scrivere, esiste infatti una vera e propria differenza tra la prima infanzia, l’infanzia o scrivere per la pre-adolescenza e poi gli adolescenti.

Ti potrebbe venire utile fare un giro nelle librerie per vedere che i libri per bambini e per ragazzi si dividono 4 categorie:

 

libri illustrati: per bambini dai 3 ai 4 anni;

prime letture: per bambini dai 5 ai 7 anni;

libri per bambini: per bambini dagli 8 agli 11 anni;

libri per ragazzi: per ragazzi dagli 12 ai 14 anni.

 

Se nella prima fascia d’età, la storia è raccontata parallelamente dal testo e dalle immagini, più evolve l’età del bambino e più il testo diventa articolato ed arricchito dalle descrizioni.

Molta importanza deve essere data alle emozioni, anche a quelle negative, che il bambino impara a riconoscere e a classificare. Nelle prime letture i protagonisti in genere sono gli animali, o i coetanei, nei libri per ragazzi invece, possono essere anche ragazzi alle prese con le stesse difficoltà che devono essere affrontate nella vita di ogni giorno, a scuola, a casa, con gli amici o in famiglia.

Il punto chiave del successo di un libro per bambini e ragazzi è dare, in conclusione, una soluzione felice, a cui tutti possono arrivare, non prima però di aver fatto un certo ragionamento, che viene suggerito e non imposto. E che succede quando è ora di pubblicare? Una soluzione intelligente ed economica può essere quella di affidarsi a Tecnografica Rossi, tipografia che possiede anche una casa editrice che garantisce il 20% di guadagno agli autori e non ha una tiratura minima predefinita.

Gli effetti collaterali della tv sul cervello

Paola Ronchi No Comments

Oggi sentiamo spesso parlare degli effetti collaterali di internet, soprattutto per i ragazzi che passano intere giornate a giocare online, ma non possiamo nemmeno dimenticarci degli effetti collaterali della tv sul cervello.

Non sarebbe giusto esordire dicendo che “la tv fa male”, perchè non rientra nelle “cose” che sono davvero dannose per la nostra salute, soprattutto per il nostro cervello, quando “presa a giuste dose”. Sicuramente a ledere alla persona ed al cervello è il sovradosaggio.

La tv è però in grado di colpire il cervello, ed il veicolo sono proprio i nostri occhi. La luce intermittente della tv porta il cervello in uno stato di sonnolenza facendo appello alle emozioni, anche se guardare la tv rappresenta un’esperienza somatica.

 

Importanti studi hanno dimostrato che dopo soli 30 secondi passati davanti alla tv, il cervello entra in uno stato di apatia ed intorpidimento. Praticamente guardare la tv avrebbe lo stesso effetto che guardare un muro bianco.

L’immagine della tv va dritta al nostro cervello e non può essere filtrata.

Sempre secondo le ricerche, i bambini con un’età inferiore ai 2 anni, non dovrebbero guardare la tv a causa dell’impatto negativo sulle aree che includono la capacità di percezione, parola, lettura, osservazione, movimento, comportamento  e concentrazione, tanto da non poter essere considerata assolutamente uno strumento didattico.

 

La produzione televisiva è orientata alla passività e alla dipendenza rispetto a quelle che sono le informazioni che vengono immagazzinate nel cervello, ricorda ancora Thirty Seconds. La velocità delle immagini crea confusione e serve a far perdere la concentrazione.

Non solo, ma sempre secondo studi del settore, sembrerebbe che gli effetti collaterali della tv abbiano anche influito negativamente sul vocabolario degli spettatori, impoverendolo che porta ad una cattiva socializzazione e all’isolamento.

La nostra mente è meravigliosa, ma si spegne quando accendiamo la tv.

Ovviamente non è nemmeno corretto demonizzarla, sappiamo tutti quanto sia utile all’intrattenimento dopo una giornata di lavoro e come i bambini siano più tranquilli quando possono guardare i cartoni animati ed i programmi preferiti.

E’ necessario però avere “un’educazione alla televisione”, in quanto la nostra coscienza, soprattutto nei soggetti più fragili, è molto più manipolabile, concetto molto chiaro ed evidente soprattutto ai pubblicitari che fino a qualche anno fa, hanno fatto della tv il mezzo primario della vendita. Sotto ipnosi le persone sono facilmente influenzabili.

Guardare troppa tv portiamo il cervello ad un deterioramento, una specie di letargo.

Altri studi hanno dimostrato che guardare troppa tv aumenta irritazione e stress, a causa dei fotogrammi che in pochissimo tempo arrivano al cervello.

Mentre nei televisori “della nonna”, in un secondo venivano trasmessi quattro fotogrammi, nelle tv di ultima generazione a LED, ne arrivano cento contemporaneamente. Il risultato è che il nostro cervello è tempestato di stimoli, se poi a questi contenuti sommiamo quelli davvero dannosi, come le immagini violente, portiamo il nostro corpo a produrre allarmanti quantità di adrenalina.

Addirittura, troppe ore di tv possono essere paragonate ad un violento litigio. Per evitare tutte queste devastanti conseguenze per il cervello e per il benessere in generale, è bene utilizzare la tv con cautela.

Scale per interni … come scegliere?

Luisa Armini No Comments

Le scale per interni sono davvero le più varie.

Esse si distinguono in base alle forme, alle dimensioni, ai colori e ai materiali.

Esse possono essere in cemento armato, in legno, in acciaio e/o in vetro e tutte rispondono alla necessità di adattarsi ad ogni ambiente, in base alle dimensioni e all’uso al quale sono destinate.

Scegliere, tuttavia, non è affatto semplice, ecco perchè è bene affidarsi all’esperienza decennale di aziende come la scaleitalianfashionstairs.it.

E’ necessario tenere conto del tipo di ambiente in combinato disposto con la frequenza con la quale una scala è utilizzata. E’ evidente … una scala destinata ad un ospedale non ha niente a che fare con una scala destinata ad una villetta in montagna.

Ecco dunque alcune tipologie di scale tra le quali scegliere in base a gusto, necessità e funzionalità. Read More

Cos’è il metodo Eptamed

Paola Ronchi No Comments

Il metodo Eptamed ideato dal dentista di Cesena titolare dello studio Dentarmoniaè un metodo naturale per l’equilibrio delle funzioni alterate della bocca che porta ad una armonizzazione delle arcate dentali. I benefici sono tangibili in tutto il corpo, in quanto migliorano tutta l’estetica, nello specifico:

  • migliora la respirazione nasale
  • armonizza la fonazione
  • migliora la deglutizione
  • riequilibra le arcate dentali
  • allenta le tensioni muscolari
  • 100% tecnologia italiana

Il metodo Eptamed si basa su tecnologie che sono state create anche per facilitare la salute dei pazienti: masticazione e deglutizione, respirazione nasale, armonia del viso, diminuzione dei dolori articolari, armonia posturale e psico-fisica. Read More

Ortodonzia linguale: cos’è?

Paola Ronchi No Comments

L’ortodonzia linguale permette di correggere i denti disallineati attraverso un apparecchio fisso invisibile che viene incollato sulla faccia linguale dei denti. Il lavoro di questo “correttore” risulta essere il medesimo dell’apparecchio ortodontico fisso convenzionale, ovvero, che viene incollato sulla faccia esterna dei denti.

Il controllo ed il movimento dei denti, risulta totale e completo, essendo invisibile nessuno si può accorgere della sua presenza.

Il grande merito dell’ ortodonzia invisibile linguale è quello che nessuno può accorgersi del trattamento ortodontico. Il paziente può serenamente proseguire il proprio normale stile di vita e può indossare l’apparecchio nell’assoluta discrezione.

Con l’ortodonzia invisibile è possibile ottenere denti ben allineati. C’è poi un altro aspetto molto importante, ed è che si può continuare a sorridere serenamente, senza l’imbarazzo, per alcuni, di dove mostrare l’ingombro estetico di un apparecchio ortodontico convenzionale e piastrine metalliche.

L’ortodonzia invisibile linguale è rivolta a tutti coloro che sono in buono stato di salute di denti e gengive. Inoltre l’apparecchio linguale si presta a soluzioni personalizzate a seconda che il paziente sia un adolescente o un adulto. Read More

I pannoloni per anziani sono detraibili?

Paola Ronchi No Comments

La spesa per l’acquisto di pannoloni per incontinenti è detraibile ed è da includersi tra le spese mediche (paragrafo 2 della circolare 17/E del 2006). I pannoloni, infatti, sono mezzi ausiliari di un organo carente o menomato nella sua funzionalità (Dm 332 del 27/8/1999 emanato dal ministero della Sanità).

Cosa occorre fare per potere usufruire dello sconto di imposta?

Ai fini dell’individuazione delle spese sanitarie, la circolare n. 25 del 6 febbraio 1997 ha chiarito che, per quanto riguarda le spese sanitarie per le quali può risultare dubbio l’inquadramento in una delle tipologie elencate nell’art. 15, comma 1, lettera c), del TUIR, occorre fare riferimento ai provvedimenti del Ministero della sanità che contengono l’elenco delle specialità farmaceutiche, delle protesi e delle prestazioni specialistiche. Il D.M. n. 332 del 27 agosto 1999, emanato dal Ministero della sanità, elenca, nell’allegato 1 (nomenclatore tariffario delle protesi), tra le prestazioni di assistenza protesica, erogabili nell’ambito del servizio sanitario nazionale, gli ausili per incontinenti, compresi i pannoloni. Ne consegue che le spese sostenute per i predetti mezzi di ausilio rientrano tra quelle per le quali spetta la detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera c), del TUIR.

Per potere usufruire dello sconto di imposta occorre essere in possesso dello scontrino fiscale emesso dal rivenditore, che deve contenere oltre alla  descrizione del prodotto acquistato, anche la prescrizione del medico. C’è poi un’altra possibilità, ed è quella di presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che attesti la necessità per la quale è stato acquistato l’ausilio, direttamente agli uffici. Read More