Lavoro

Come scrivere un libro per bambini e ragazzi

Paola Ronchi No Comments

Scrivere un libro per bambini e ragazzi è sicuramente l’ambizione di molti scrittori. Oltre alla passione dello scrittore, è anche bene fare i conti con il mercato, questo significa che i bambini, specialmente, ancora leggono e se un libro è bello, accattivante, sa aprire le porte alla loro fantasia, allora avrà sicuramente successo.

 

Se da un lato, il mercato è sicuramente competitivo, dall’altra però esiste ancora molta richiesta. Però, scrivere un libro per bambini e ragazzi non è affatto semplice! Ricordiamo che abbiamo a che fare con un pubblico molto esigente che spesso non ha la pazienza di andare oltre le prime due pagine se già all’inizio qualcosa non piace o non convince. Un altro motivo per cui non è affatto facile scrivere un libro per bambini e ragazzi è che la loro fantasia e le loro aspettative sono molto piu ricche ed attive della nostre. Quindi senza demoralizzarsi, è bene chiedersi se si è davvero all’altezza di questo compito.

 

I bambini, soprattutto, sono quelli che chiedono sempre, sono curiosi, sono coloro che non smetterebbero mai di fare domande… E non si accontentano di semplici risposte! Vogliono sincerità, completezza, spontaneità, vogliono delle risposte non solo in grado di accontentarli, ma anche in grado di offrire loro nuovi spunti. Bisognerebbe poter entrare nella testa di un bambino o di un ragazzo per capire cosa si aspetta… Devi poi ricordare che i bambini non sono tutti uguali, ci sono le bambine romantiche che aspettano sempre di leggere la fiaba per eccellenza, del principe e della principessa che alla fine si sposano “ e vissero tutti felici e contenti”, ma ci sono anche i bambini amanti delle avventure più sagaci e c’è poi il confronto con gli autori più eccellenti che hanno creato dei veri e propri capolavori, si pensi infatti ad Harry Potter. Ovviamente questo non deve essere un deterrente per rinunciare, anzi, deve essere d’aiuto per riflettere sul fatto che probabilmente nemmeno l’autrice di Harry Potter, J.K. Rowling, si aspettava questo successo mondiale, o si?

 

Altro aspetto di cui devi tenere conto è senza dubbio della fascia d’età a cui ti rivolgi o per cui vuoi scrivere, esiste infatti una vera e propria differenza tra la prima infanzia, l’infanzia o scrivere per la pre-adolescenza e poi gli adolescenti.

Ti potrebbe venire utile fare un giro nelle librerie per vedere che i libri per bambini e per ragazzi si dividono 4 categorie:

 

libri illustrati: per bambini dai 3 ai 4 anni;

prime letture: per bambini dai 5 ai 7 anni;

libri per bambini: per bambini dagli 8 agli 11 anni;

libri per ragazzi: per ragazzi dagli 12 ai 14 anni.

 

Se nella prima fascia d’età, la storia è raccontata parallelamente dal testo e dalle immagini, più evolve l’età del bambino e più il testo diventa articolato ed arricchito dalle descrizioni.

Molta importanza deve essere data alle emozioni, anche a quelle negative, che il bambino impara a riconoscere e a classificare. Nelle prime letture i protagonisti in genere sono gli animali, o i coetanei, nei libri per ragazzi invece, possono essere anche ragazzi alle prese con le stesse difficoltà che devono essere affrontate nella vita di ogni giorno, a scuola, a casa, con gli amici o in famiglia.

Il punto chiave del successo di un libro per bambini e ragazzi è dare, in conclusione, una soluzione felice, a cui tutti possono arrivare, non prima però di aver fatto un certo ragionamento, che viene suggerito e non imposto. E che succede quando è ora di pubblicare? Una soluzione intelligente ed economica può essere quella di affidarsi a Tecnografica Rossi, tipografia che possiede anche una casa editrice che garantisce il 20% di guadagno agli autori e non ha una tiratura minima predefinita.

Gli effetti collaterali della tv sul cervello

Paola Ronchi No Comments

Oggi sentiamo spesso parlare degli effetti collaterali di internet, soprattutto per i ragazzi che passano intere giornate a giocare online, ma non possiamo nemmeno dimenticarci degli effetti collaterali della tv sul cervello.

Non sarebbe giusto esordire dicendo che “la tv fa male”, perchè non rientra nelle “cose” che sono davvero dannose per la nostra salute, soprattutto per il nostro cervello, quando “presa a giuste dose”. Sicuramente a ledere alla persona ed al cervello è il sovradosaggio.

La tv è però in grado di colpire il cervello, ed il veicolo sono proprio i nostri occhi. La luce intermittente della tv porta il cervello in uno stato di sonnolenza facendo appello alle emozioni, anche se guardare la tv rappresenta un’esperienza somatica.

 

Importanti studi hanno dimostrato che dopo soli 30 secondi passati davanti alla tv, il cervello entra in uno stato di apatia ed intorpidimento. Praticamente guardare la tv avrebbe lo stesso effetto che guardare un muro bianco.

L’immagine della tv va dritta al nostro cervello e non può essere filtrata.

Sempre secondo le ricerche, i bambini con un’età inferiore ai 2 anni, non dovrebbero guardare la tv a causa dell’impatto negativo sulle aree che includono la capacità di percezione, parola, lettura, osservazione, movimento, comportamento  e concentrazione, tanto da non poter essere considerata assolutamente uno strumento didattico.

 

La produzione televisiva è orientata alla passività e alla dipendenza rispetto a quelle che sono le informazioni che vengono immagazzinate nel cervello, ricorda ancora Thirty Seconds. La velocità delle immagini crea confusione e serve a far perdere la concentrazione.

Non solo, ma sempre secondo studi del settore, sembrerebbe che gli effetti collaterali della tv abbiano anche influito negativamente sul vocabolario degli spettatori, impoverendolo che porta ad una cattiva socializzazione e all’isolamento.

La nostra mente è meravigliosa, ma si spegne quando accendiamo la tv.

Ovviamente non è nemmeno corretto demonizzarla, sappiamo tutti quanto sia utile all’intrattenimento dopo una giornata di lavoro e come i bambini siano più tranquilli quando possono guardare i cartoni animati ed i programmi preferiti.

E’ necessario però avere “un’educazione alla televisione”, in quanto la nostra coscienza, soprattutto nei soggetti più fragili, è molto più manipolabile, concetto molto chiaro ed evidente soprattutto ai pubblicitari che fino a qualche anno fa, hanno fatto della tv il mezzo primario della vendita. Sotto ipnosi le persone sono facilmente influenzabili.

Guardare troppa tv portiamo il cervello ad un deterioramento, una specie di letargo.

Altri studi hanno dimostrato che guardare troppa tv aumenta irritazione e stress, a causa dei fotogrammi che in pochissimo tempo arrivano al cervello.

Mentre nei televisori “della nonna”, in un secondo venivano trasmessi quattro fotogrammi, nelle tv di ultima generazione a LED, ne arrivano cento contemporaneamente. Il risultato è che il nostro cervello è tempestato di stimoli, se poi a questi contenuti sommiamo quelli davvero dannosi, come le immagini violente, portiamo il nostro corpo a produrre allarmanti quantità di adrenalina.

Addirittura, troppe ore di tv possono essere paragonate ad un violento litigio. Per evitare tutte queste devastanti conseguenze per il cervello e per il benessere in generale, è bene utilizzare la tv con cautela.

Salute e occupazione: un binomio possibile con la medicina del lavoro

Luisa Armini No Comments

Promuovere una sana attività lavorativa, prevenendo i fattori di rischio e migliorando il benessere fisico e sociale dei lavoratori, in altre parole, creare un binomio vincente tra lavoro e salute, è questo l’obiettivo principale della medicina del lavoro. Nata più di due secoli fa per la diagnosi e la terapia delle malattie da lavoro, grazie al contributo dei diversi studi e all’utilizzo di tecniche sempre più innovative, la medicina del lavoro si è evoluta e ampliata, puntando molto sull’importanza della prevenzione e diventando una vera “scienza della salute”. Read More

Lago di Garda, una zona in crescita, la costruzione aumenta

Luisa Armini No Comments

Da quando l’impresa edile, in generale, ha deciso di investire sulla zona del Lago di Garda, acquistare una casa sullo splendido lago non è più un problema. Il risultato è la possibilità di comprare casa in modo molto più agevole ed economico rispetto a qualche anno fa. Diversi comuni della zona infatti hanno deciso di concedere le autorizzazioni urbanistiche necessarie, favorendo in tal modo l’espansione di diverse tipologie di costruzioni. Read More

Controllo accessi per aziende, l’incubo dei lavoratori

Luisa Armini No Comments

Attraverso i sistemi di controllo accessi, moderni impianti tecnologici controllano l’ingresso in aree aziendali considerate come “sensibili”. Sistemi fisici di sbarramento come bussole e tornelli impediscono infatti l’accesso a queste aree da parte di soggetti non autorizzati. Questi impianti svolgono perciò almeno tre funzioni: – funzionano 24h su 24h attraverso dei sistemi di valutazione delle richieste di accesso; – sbloccano i sistemi di sbarramento in caso di accesso di soggetti autorizzati, ovvero lo impediscono ai soggetti non autorizzati; – segnalano i possibili tentativi di manomissione attraverso allarmi appositamente predisposti. Read More

Smaltimento eternit: cosa bisogna fare?

Luisa Armini No Comments

Lo smaltimento dell’eternit, contenente l’amianto, una sostanza altamente pericolosa per la salute degli individui e dell’ambiente, è una delle principali emergenze ecologiche e sanitarie che il nostro Paese si trova ad affrontare. Read More

Importanza delle linee vita nei lavori di casa

Luisa Armini No Comments

Le linee vita sono un insieme di dispositivi anticaduta a salvaguardia degli operatori impegnati a lavorare sulle coperture. Il decreto legislativo n. 81 del 2008 prevede l’installazione di “sistemi di protezione contro le cadute dall’alto”, che le Regioni stanno via via recependo ed applicando sul proprio territorio. La normativa obbliga non più soltanto i cantieri edili, ma gli stessi proprietari degli immobili e gli amministratori condominiali, ad attrezzarsi di dispositivi anticaduta per la manutenzione in quota. Le linee vita consistono quindi in un punto di ancoraggio multiplo (generalmente a quattro terminali) che in tutta sicurezza impedisca una caduta dall’alto, mediante imbracatura dell’operatore con particolari funi. Read More