(AIS) Roma, 4 ott 2012 - “L’autismo ha un’origine prenatale. I fenomeni patologici devono aver luogo nel primo trimestre di gravidanza perché si possa assistere ad una sindrome autistica. La ricerca scientifica ha dimostrato che un cervello perfettamente formato alla nascita non può andare incontro all’autismo”. Lo ha affermato il professore Antonio Persico, direttore del Laboratorio di Psichiatria molecolare e neurogenetica dell’Università ‘Campus Bio-Medico’ di Roma, al convegno sull’autismo promosso oggi dall’esponente dell’Udc Paola Binetti a Palazzo Marini.

“L’autismo è come la febbre- ha proseguito- è il sintomo di tante malattie diverse. Non esiste l’autismo ma gli autismi, ovvero le tante sindromi che insieme condividono il problema dell’interazione sociale”. 

Per ciò che riguarda i vaccini, “nelle nazioni in cui sono stati sospesi alcuni di essi, i dati sull’autismo non si sono spostati di una virgola. Esiste un piccolo sottogruppo di bambini quali oltre ad avere il problema prenatale ha anche una componente infiammatoria causata dai vaccini che va studiata. In questo caso il vaccino può far precipitare l’autismo, ma non è causa della malattia, solo una concausa di un esordio di tipo regressivo. Non esistono evidenze che ci possa essere un vaccino che causi la malattia e non vaccinare i bambini- ha precisato il professore- è una cosa criminale”. 

Quello che si è proposto oggi il professor Persico “è di portare dati e certezze. Mi occupo di autismo dal 1997, da due anni dirigo l’unità ambulatoriale di Neuropsichiatria Infantile e dell'Adolescenza presso il Policlinico universitario Campus-Biomedico e il 24 settembre è partita anche l’attività clinica della fondazione luce di Milano. Abbiamo il DNA di 600 genitori italiani con figli autistici, si tratta del più grosso campione genetico. Noi facciamo diagnosi, valutazione e ricerca, ma non facciamo alcune forme di riabilitazione”.

Per tutelare le famiglie “occorre garantire loro terapie scientificamente validate. Se una terapia non è scientificamente validata non vuol dire che non sia valida- ha concluso Persico- ma che bisogna fare lo sforzo di validarla scientificamente”.

red