Promuovere una sana attività lavorativa, prevenendo i fattori di rischio e migliorando il benessere fisico e sociale dei lavoratori, in altre parole, creare un binomio vincente tra lavoro e salute, è questo l’obiettivo principale della medicina del lavoro. Nata più di due secoli fa per la diagnosi e la terapia delle malattie da lavoro, grazie al contributo dei diversi studi e all’utilizzo di tecniche sempre più innovative, la medicina del lavoro si è evoluta e ampliata, puntando molto sull’importanza della prevenzione e diventando una vera “scienza della salute”.

Il ruolo della medicina del lavoro

Secoli di studi hanno dimostrato che il lavoro ha conseguenze negative sulla vita dei lavoratori: infortuni, malattie professionali classiche ed emergenti, dovute a cause dipendenti dall’attività svolta e rischi legati all’esposizione a determinate sostanze o agenti dannosi. Ridurre queste conseguenze negative, mirando a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, attraverso la prevenzione dei principali fattori di rischio e delle malattie professionali, oltre alla promozione di ambienti lavorativi sani, sicuri e vivibili tesi a scongiurare ogni tipo di infortunio, è questo il ruolo svolto dalla medicina del lavoro.

Le figure professionali competenti

Per realizzare i propri obiettivi, la medicina del lavoro si affida a figure particolarmente qualificate e competenti nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura delle patologie professionali: i medici del lavoro. Oltre al medico specialistico, sono molteplici le figure che gravitano intorno alla salubrità e alla sicurezza dei luoghi di lavoro: tecnici, datori di lavoro e gli stessi lavoratori sono chiamati, infatti, ad una stretta collaborazione, in un intreccio di doveri e responsabilità per far sì che si possano raggiungere, e soprattutto mantenere, i più elevati livelli di benessere fisico e psichico.

I benefici di un lavoro “sano”

Il raggiungimento dell’obiettivo di un lavoro “sano” non rappresenta solo un vantaggio per la salute e il benessere dei lavoratori ma anche per gli stessi datori di lavoro. Sono da tempo noti, infatti, gli effetti benefici che un migliore stato di salute dei dipendenti apporta alla produttività, alla redditività, alla competitività e al rendimento delle aziende. I benefici, materiali e immateriali di cui godono i lavoratori che svolgono un’attività sana in un ambiente salubre e sicuro si trasformano, in definitiva, in benefici per le stesse aziende e, più in generale, per l’intera comunità.