Lo smaltimento dell’eternit, contenente l’amianto, una sostanza altamente pericolosa per la salute degli individui e dell’ambiente, è una delle principali emergenze ecologiche e sanitarie che il nostro Paese si trova ad affrontare.

Cos’è l’eternit e qual’è il suo utilizzo

L’eternit è un materiale edilizio utilizzato in passato soprattutto per la copertura degli edifici e per la coibentazione delle tubature. I manufatti realizzati con l’eternit, che subiscono un degrado e un deterioramento, tendono a rilasciare nell’aria microfibre di amianto che, se respirate, possono causare gravi e irreparabili danni per la salute. Già a partire dagli anni ’60 infatti, diverse ricerche hanno dimostrato come l’asbesto sia altamente nocivo per la salute degli individui e come le polveri contenenti le fibre dell’amianto possano causare gravi patologie come ad esempio l’asbestosi, i tumori della pleura e il carcinoma polmonare.

La necessità di un corretto smaltimento dell’eternit

In seguito alla sua alta pericolosità per la salute, la produzione di fibre di amianto è cessata ormai da diversi anni, ma resta comunque attualmente forte il problema di un corretto ed adeguato smaltimento dell’eternit ancora presente in molti edifici. Nel 2013 il governo Monti aveva predisposto un apposito Piano Nazionale Amianto, purtroppo sospeso a causa della mancanza di copertura finanziaria, e ancora oggi l’Italia attende, con molta ansia, l’approvazione di quel piano. Lo smaltimento dell’eternit è un’operazione abbastanza complessa e costosa, che prevede la sua rimozione e il successivo trasporto e sistemazione in discariche autorizzate, ma è un’operazione necessaria. Un corretto smaltimento dell’eternit è un aspetto fondamentale per tutelare la salute dei cittadini, e prima di tutto, la salute di coloro che si trovano a lavorare al loro smaltimento e quindi a stretto contatto con l’amianto.